Non scambiare ideologia neofascista con bullismo
Il brutale e insensato omicidio del ventinovenne Nicola Tommasoli, avvenuto la notte dello scorso Primo Maggio a Verona ad opera di cinque giovanissimi di estrema destra, oltre ad indignare la coscienza civile di ognuno di noi non può non sollevare alcuni legittimi interrogativi su come tutto ciò sia stato possibile ai quali sarebbe colpevolmente fuorviante cercare di rispondere chiamando in causa la categoria del “bullismo”. Penso invece che, senza voler proporre forzature interpretative di sorta, abbia un senso cercare di contestualizzare quanto avvenuto nella città scaligera, in riferimento sia a al quadro locale che a quello nazionale e provare se non ad individuare delle risposte quanto meno ad articolare e sviluppare in termini piu’ politici quegli stessi interrogativi.
Ora: Verona registra un triste passato rispetto alla presenza e all’attività della destra piu’ estrema – è la città, tanto per intenderci, di Ordine Nuovo e di Ludwig – ma anche in questi anni recenti non sono mancati nella città episodi di teppismo e violenza di matrice neofascista, di cui il più grave è stato sicuramente il 18 luglio del 2005 l’aggressione da parte di una trentina di naziskin a cinque esponenti del movimento antagonista (due gravemente feriti con armi da taglio). L’elenco è lungo e l’ultimo preoccupante episodio è proprio di pochi mesi fa - il 17 dicembre 2007 - quando quattro neofascisti (abituali sia della curva dell’Hellas Verona che degli ambienti dell’estrema destra organizzata) vengono arrestati dopo avere malmenato tre militari (uno ferito alla testa con una sprangata) “colpevoli” di essere meridionali.
Ma al di là dei singoli episodi, che pure – con buona pace del Presidente della Regione Galan (FI) e del Sindaco Tosi (Lega Nord) – caratterizzano Verona come una delle realtà italiane in cui indiscutibilmente è maggiormente attivo il neofascismo piu’ violento, quello che deve allarmare - senza necessariamente voler individuare un nesso causa/effetto - è il contesto politico cittadino in cui tutto ciò è via via avvenuto. Verona infatti non è solo una città con un’identità politica tradizionalmente conservatrice ma è anche una realtà in cui negli ultimi vent’anni si sono insediate e radicate in modo consistente alcune delle sigle piu’ importanti della destra radicale italiana: Veneto Fronte Skinhead, Fiamma Tricolore, Forza Nuova (http://www.forzanuovaverona.org/Default.asp).
E proprio la Fiamma Tricolore ha traghettato una parte significativa dell’estremismo di destra dentro le istituzioni politiche e civili cittadine: non deve infatti sfuggire che uno dei leader storici del Veneto Fronte Skinhead (http://www.venetofronteskinheads.org/) Piero Puschiavo è attualmente membro della Segreteria nazionale della Fiamma Tricolore (http://www.fiammatricolore.net/fiamma/organigramma.asp) e che uno degli esponenti di spicco della Lista Tosi è l’attuale consigliere comunale della Fiamma Tricolore Andrea Miglioranzi. Proprio quest’ultimo – componente del gruppo rock identitario “Gesta Bellica” (http://www.mnc.altervista.org/immgruppi.html) , già condannato nel 1996 a tre mesi di carcere per istigazione all’odio razziale – è salito lo scorso luglio 2007 agli onori della cronaca politica nazionale in seguito alla scelta del Sindaco Tosi di indicarlo come rappresentante dell’Amministrazione di centrodestra ai vertici del locale Istituto per la Storia della Resistenza.Una scelta non casuale – poi risoltasi con una rinuncia all’incarico di Miglioranzi dopo le proteste a livello nazionale delle associazioni partigiane e delle forze politiche di centrosinistra (http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/verona-memoria-salo/ver...) – come non casuale è stata la partecipazione dello stesso Tosi ad una manifestazione della destra radicale scaligera lo scorso 15 dicembre 2007.
Insomma, Verona risulta essere sempre piu’ una realtà in cui l’estrema destra, abbandonando vocazioni anti-sistema, si radica e si propone come “forza di governo”. Nelle istituzioni cittadine come negli ambienti di aggregazione giovanile: infatti la nuova destra radicale non vive piu’ solo la domenica nella curva dello stadio, ma tutti i giorni nelle università e soprattutto nelle scuole superiori dove - l’esperienza del “Blocco Studentesco” (organizzazione studentesca legata alla Fiamma Tricolore, forte a Verona) è esemplare - in questi ultimi anni si è fatta strada una confusa ma efficace idea di rappresentanza studentesca declinata con le parole d’ordine della galassia nera (http://www.bloccostudentesco.org/home.html).
Un modello che la dice lunga sia sulla capacità della destra radicale di superare alcuni stereotipi ed andare oltre una presenza di testimonianza puramente ribellistica in quegli ambiti, sia sui limiti e a volte sull’inadeguatezza delle organizzazioni giovanili e studentesche di sinistra nel contenere l’estrema destra e contenderle, laddove presente, gli spazi politici e sociali.Non voglio certo ricollegare il brutale omicidio di Nicola Tommasoli a questo pur cupo quadro, ma se l’omicidio è stato, come ha affermato il Procuratore della Repubblica di Verona Papalia, di “matrice nazifascista” (http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75221) allora credo abbia un senso osservare, leggere e provare a capire cosa si muove nella galassia ampia, frastagliata, contraddittoria ma sempre piu’ radicata e agguerrita dell’estremismo di destra, in Veneto come nel resto d’Italia.E penso anche che abbia un senso per le forze politiche progressiste del nostro Paese riscoprire l’attualità e per certi aspetti l’urgenza di un nuovo e determinato antifascismo, tanto politico quanto culturale perché, come scriveva Pasolini già nel 1962, “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è fascismo.”.E in questi casi essere in grado di interrogare se stessi, la propria società e il mondo politico che ne è proiezione può essere un buon punto di partenza non solo per capire e interpretare la realtà, ma anche per iniziare a costruire le risposte in grado di modificare e cambiare il segno a quella realtà.
